(sogno) Fuori piove e io sono riparato in un posto poco ospitale. Sembra un magazzino o un fienile abbandonato, molta sporcizia e calcinacci e ho paura degli scorpioni o altre bestie che possono esserci là sotto la ad alzarmi. Qualcuno, forse mio fratello Ugo mi chiama al cellulare, paglia impolverata su cui mi sono steso. Malgrado questo non riesco, ma io non rispondo.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012