Sono nella casa di S. Giuseppe, nella taverna dove ci sono due pianoforti.Io ne suono uno e l'altro risuona per simpatia. E' una musica allegra, forse la marcia di schubert per 4 mani, anche se io suono da solo. Alla porta si affacciano mia madre e mio padre, poi mio nonno, la Stefania, mi pare anche Ugo mio fratello. Sono compiaciuti e allegri. Io sono felice.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012