Ho sognato. C'è una donna anziana seduta sulle scale della casa di S. Giuseppe. Potrebbe essere mia madre ma non le somiglia. Piagnucola ma non si capisce cosa dice. Mi fa arrabbiare che non si muove da lì. Vado a chiamare mia madre di sopra (ma non era lei sulle scale?) per chiedere aiuto. Di sopra le luci sono spente e non c'è nessuno. Non sembra la casa di S. Giuseppe ma una cantina buia e umida.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012