Sono in cucina nella casa di S. Giuseppe e taglio un pezzo di carne cruda con un coltello molto grosso. Mi sono ferito ad un dito ed il mio sangue va sulla carne. Una donna abbastanza formosa (assomiglia ad una mia giovane collega con la quale ho avuto solo rapporti di lavoro) guarda la scena e dice di fare presto che ha fame. Ma poi mi dice che col sangue non le piace e che lo darà ad un'altra e mi denuncerà perché invece di lavorare perdo tempo.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012