Sto andando in bici in equilibrio sopra un muretto tra due canali. Alla fine del muretto c'è un salto e prima o poi so che cadrò, ma accelero. Una bambina è seduta dietro di me e non ha paura. (E' Stefania?) Un vecchio arrabbiato, sembra un contadino, mi urla che così non si fa. Mi tira dei sassi che colpiscono la bici e il muretto. L'acqua dei canali è diventata impetuosa come un'alluvione.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012