Nel sogno di stanotte ho il sangue che mi cola dal naso. E' caldo e dolce, però mi dà fastidio e non so perché mi convinco che è sangue mestruale col quale mi sono sporcato avendo un rapporto con una donna mestruata. Mi lavo la faccia e il sapone diventa una poltiglia rossa e poi di tutti i colori. Mi spoglio perché ho la giacca e la camicia macchiati. Metto tutto nella lavatrice.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012