Nel sogno dell'altra notte sono io e sto dormendo nella casa di S. Giuseppe e sento che suonano al cancello. Non rispondo io, va mia madre che dice che non ci sono. Era un vecchio cliente marocchino che aveva urgenza di vedermi tutto preoccupato. E' da tanto tempo che non mi trova a lavorare. Dopo un po' suona il postino. C'è una convocazione urgente in Questura. Lunga attesa nel corridoio semibuio poi entro e c'è una bella ragazza che mi riceve. E' ministro dell'università, ma mi chiede, come avvocato, di convincere il mio cliente (è lo stesso di prima) accusato di terrorismo, di rinunciare alla prescrizione. E' suadente molto deferente, ma io sono irremovibile. Quando me ne vado, soddisfatto della mia fermezza, lei è molto delusa.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012