Letti brumosi di fine inverno. Una volta sognavo spesso di dormire all'aperto, rannicchiato nel mio giaciglio sotto una ruvida coperta di lana grezza. Al risveglio, poco prima che albeggiasse, i vapori della notte si diradavano lentamente lasciandomi intravedere l'ultima stella. Nell'aria sospesa il silenzio mi proteggeva fino al sorgere del sole.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012