Nel sogno di stanotte il ruscello oltre il prato dietro casa scorreva ostinato all'incontrario. Lo assecondava un vento leggero trasportando voci che riconoscevo solo a tratti. Suoni dal passato, sbiaditi come ricordi. Un improvviso battere d'ali scuoteva l'alloro, poi un altro volo lo raggiungeva nel cielo impassibile.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012