Stanotte saranno state le tre non riuscivo a dormire mi rigiravo nel letto cambiavo continuamente canale radio cercando musica sufficientemente soporifera accendevo e spegnevo la luceo sfogliavo giornali vecchi di settimane...il gatto anche lui non era tranquillo e ad un tratto si è messo a grattare sotto la porta della mia camera da letto finchè mi sono alzato e ho aperto e lui si è infilato sotto il letto, miagolando come spaventato da un periocolo imminente...alla radio in quel momento parlavano dell'eclissi di sole del mattino dopo e ho pensato che gli animali a volte certe cose le avvertono prima...il gatto non la smetteva e pareva quasi che la radio lo innervosisse così ho spento...è stato allora che l'ho sentita...me ne avevano parlato, dicendomi che vive da anni in qualche soffitta, probabilmente nell'antico "graner" di ca' da noal o nel sottotetto del tempietto del "beato èrico" che stanno proprio dietro casa mia...era il verso di una soéta (o suìta?) una civetta quello che ho sentito, non confondibile con i rumori notturni di una città addormentata...poi ho pensato che l'altro giorno sulle mura apochi metri da casa hanno catturato una volpe...così ho capito, povero il mio gattino...volpi, civette, eclissi...l'anno nuovo fa paura!
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012