Il suicidio è tanto desiderabile quanto impensabile. Pensare è concepire la catena delle conseguenze. Desiderare è credere di potersene liberare. Questione di fede, non di ragione. Il vero suicida non pensa, perche vuole liberarsi dalla catena e ha solo paura di non farcela.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012