Sempre più spesso, negli ultimi tempi, mi accorgo a volte di parlare da solo. A chi parlo? Chi voglio convincere? Me stesso, credo. Impresa per niente facile. Per questo, quando parlo da solo sono costretto ad una chiarezza che difficilmente riesco a trovare quando parlo con altri.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012