"Io non cerco, trovo!" Lo diceva Picasso, trasformando un rottame prelevato da una discarica in una scimmietta viva sotto gli occhi stupefatti di chi lo accompagnava. Era Picasso. Io ho cercato, secondo l'insegnamento ricevuto. Quello che ho trovato non era quello che cercavo, ampiamente confutando l'assioma agostiniano, secondo cui si cerca ciò che già si è trovato. Tra ricerca e risultato il nesso mi è tuttora ignoto. Nondimeno, per abitudine cerco tuttora. La mia speranza non è di trovare, ma che qualcuno mi trovi.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012