Nelle lezioni di ermeneutica giuridica ci insegnavano a distinguere in una disposizione di legge ciò ch'è vago, cioè aperto a diversi significati destinati a chiarirsi in riferimento ad una situazione concreta ad un dato contesto di fatto; da ciò ch'è ambiguo perché si presenta come contrasto di possibili significati tra loro incompatibili e compresenti, a volte voluto a volte no, forse sanabile connettendo il singolo termine ambiguo al contesto comunicativo, comprensivo anche del destinatario del discorso o di ciascuno dei diversi significati di esso: come quando si parli a nuora perché suocera intenda. Non sempre.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012