ll treno volava tra le colline ed i monti dell'Italia Centrale. Verso Roma. Avessi avuto più coraggio ti avrei parlato, forse mi avresti trovato simpatico o interessante. Magari ci saremmo rivisti. Ci saremmo amati, poi saremmo andati a vivere insieme. Il viaggio sarebbe continuato, anche oltre Roma, probabilmente oltre Napoli, verso la Calabria, no, la Sicilia. Se fossi stato meno timido, ora vivrei in Sicilia e saprei come ti chiami. Amerei te e i tuoi figli. Saprei anche i loro nomi. Staremmo insieme per sempre. Felici.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012