Ambigua potenza della scrittura. Consente il dialogo con sè stessi, supera barriere di tempo e di spazio invalicabili per la comunicazione orale. Ma uccide il dialogo io-tu, per il quale è necessario alzare lo sguardo dalla pagina e guardarsi negli occhi. La scelta di Socrate di non scrivere, per poter dialogare.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012