Qualcuno spia i miei incubi, lo so e vorrebbe vietarmi di raccontarli. Nel sogno di questa notte ero seduto in cucina e rigiravo il cucchiaio nella zuppiera. Dentro c'era il mio cervello. Qualcuno, forse io stesso ripeteva a bassa voce lo vedi che è gravemente leso? La malattia non passa più, diceva. Nella zuppiera attorno al mio cervello nuotavano spermatozoi fluorescenti ed appicicaticci.
Con artigli deformi la rupe afferra; Intima del sole su desolata terra ella si leva e l'azzurro mondo la rinserra. A lei s'inchina la superficie increspata; Dai suoi montani spalti ella scruta Ed è come la folgore precipitata. He clasps the crag with crooked hands; Close to the sun in lonely lands, Ringed with the azure world, he stands. The wrinkled sea beneath him crawls; He watches from his mountain walls, And like a thunderbolt he falls. ©trad.Bruno Martellone- Treviso, 3/3/2012